COLLOQUI MEDITERRANEI 2026

Sono indetti i “Colloqui Interculturali Mediterranei” 2026 sul tema generale “AQUA” con le relative aree tematiche di confronto culturale che seguono. La partecipazione è aperta ai Relatori individuati dal Gruppo Internazionale di Lavoro COMEN e a quanti altri richiederanno di partecipare.

Preambolo

L’acqua è l’elemento fondamentale della vita nel nostro pianeta, al centro dell’attenzione e della sensibilità culturale attraverso la letteratura, la poesia e l’arte. Ricopre il 71% circa dell’intera superficie terrestre, con un volume di 1,38 miliardi di kmq formando l’Idrosfera. Circa il 97% dell’acqua terrestre è costituito dagli oceani, solo il 3% è acqua dolce, di cui la maggior parte è costituita dai ghiacciai e nel sottosuolo. Soltanto l’1% del totale è accessibile all’uso umano. La storia delle opere di ingegneria per la raccolta dell’acqua dolce è millenaria e parallela allo sviluppo delle prime civiltà, mosse dalla necessità di garantire risorse idriche per l’agricoltura, l’igiene e il consumo umano, spesso in contesti aridi o stagionalmente secchi. Dai canali sumeri alle cisterne minoiche, fino alla complessa rete romana, l’ingegneria idraulica ha costantemente evoluto tecniche di captazione, trasporto e stoccaggio. Le moderne tecniche dell’ingegneria idraulica si basano sull’integrazione tra la fluidodinamica computazionale, l’Internet of Things (IoT) e la sostenibilità ambientale per gestire risorse idriche complesse e mitigare i rischi legati ai cambiamenti climatici. L’approccio attuale si sposta da infrastrutture rigide caratterizzate dal cemento, a soluzioni smart e integrate con l’ambiente. Si vanno affermando nuovi sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS), tecniche per gestire l’acqua piovana nei centri urbani attraverso infrastrutture verdi (tetti verdi, pavimentazioni permeabili) che riducono il rischio alluvionale. La nuova frontiera naturalistica vede l’impiego di materiali naturali (piante, legno, pietra) per la stabilizzazione di versanti e corsi d’acqua, riducendo l’impatto ambientale (palificate, viminate, fascinate). Inoltre, prende corpo la riqualificazione fluviale con interventi di ripristino dell’assetto naturale originario dei corsi d’acqua per migliorarne la capacità di autodepurazione e mitigare le piene. 

Sono ben noti gli scenari di rischio naturale legati all’acqua, attraverso le perturbazioni cicloniche e le precipitazioni alluvionali che negli anni più recenti hanno colpito l’area del Mediterraneo, con le Dane di Valencia e le inondazioni in Emilia Romagna. Così come il ciclone Harry, che ha duramente colpito il meridione d’Italia e la Sicilia in particolare. Il rischio idrogeologico e idraulico sono scenari destinati ad aggravarsi sotto l’effetto delle crisi climatiche. Il 94,5% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, esposto a frane, alluvioni o erosione costiera. L’ISPRA (attraverso il portale IdroGEO) segnala oltre 636.000 frane, con il 23% del territorio nazionale (circa 69.500 km²) classificato a pericolosità da frana. Oltre 1,28 milioni di persone vivono in aree ad alta pericolosità di frana. La frana di Niscemi richiama drammaticamente l’attenzione generale sulla indispensabilità di azioni di monitoraggio in continuo, attraverso le strumentazioni avanzate e disponibili, oltre ad una pianificazione territoriale urbanistica molto più attenta alle situazioni di rischio naturale localizzate. Pianificazione urbanistica e di protezione civile devono essere parallele, non scollegate.

Altro scenario è quello della progressiva desertificazione delle zone costiere del Mediterraneo, con la siccità che si aggrava e che richiama le gravi responsabilità amministrative legate alle consistenti perdite di acquedotto. In Italia, la rete idrica disperde oltre il 42% dell’acqua potabile immessa, con circa 3,4 miliardi di metri cubi sprecati annualmente, pari a circa 157 litri al giorno per abitante. Si rende quanto mai urgente una politica di manutenzione straordinaria (sostitutiva) delle reti idriche urbane. Al contempo, nella prospettiva di una crescente riduzione delle risorse idriche, progrediscono le tecnologie della dissalazione delle acque marine e anche dei reflui urbani e industriali, nel consolidamento di processi virtuosi che vanno dal recupero delle acque piovane alla dissalazione e alla depurazione. Va anche attenzionato il fenomeno dell’intrusione salina nelle falde acquifere costiere, a causa del loro sovraemungimento per gli usi irrigui e in questo scenario è significativo l’esempio in studio della fascia costiera ragusana della Sicilia meridionale, all’attenzione del Seminario di studi dell’INGV e degli esperti locali svoltosi a Ragusa nell’estate 2025 (vedasi richiamo nella home page COMEN).

Su questi aspetti ed altri ancora si apre il confronto nei COLLOQUI MEDITERRANEI 2026.

COMITATO DONORE E ORIENTAMENTO

Modalità di presentazione degli interventi

Formato: max 4 pagine in word compresi eventuali grafici e illustrazioni, margini 2-2-2-2, tipo carattere Times new roman, corpo 11, max 50 righe per foglio.

Termini di consegna: aperti fino a novembre 2026.

Indirizzo di trasmissione dei lavori: comen@comen-fondazionemediterranea.org

Sito web COMEN: https://comen-fondazionemediterranea.org/home/

COLLOQUI MEDITERRANEI 2026 - AQUA - INTERVENTI DEI RELATORI